Conferenza:

Camerata Topolino e compagno Linus
si attaccano anche ai fumetti...

 

INTRODUZIONE DEL VICEPRESIDENTE GIANFRANCO R. STACCHINI

Buonasera e benvenuti al secondo appuntamento delle conferenze estive dell'associazione culturale Agorà.

Benvenuto, in particolare, al nostro Ospite, al prof. Alessandro Barbera, che ha fatto oggi un lungo viaggio, da Bari, per essere qui con noi questa sera.

Il prof. Barbera è uno dei più profondi conoscitori del mondo dei fumetti, cui la città di Rimini dedica peraltro "Cartoons club" e cui, in qualche modo, contribuiamo anche noi, con questa iniziativa, affrontando una tematica che abbiano impostato in maniera volutamente provocatoria.
Il prof. Barbera, qualche anno fa, pubblicò per le edizioni "Stampa alternativa" il suo volume "Camerata Topolino", coronando una vita di ricerche e studi (vari articoli negli anni ha pubblicato in materia) e di passioni personali nel campo della fumettistica disneyana.

La tematica non è certo relegabile ad interventi di appassionati e studiosi, anche se recentemente un nuovo volume su Walt Disney ha messo nuovamente in subbuglio la moltitudine dei suoi fans e l'opinione pubblica relativamente alla sua "ideologia".

Disney "prima stella a sinistra", come è stato scritto di recente da una giornalista del "Manifesto"?
Davvero Topolino e i personaggi di disneyalandia sono etichettabili con tanta disinvoltura e in modo così schematico?
Sono altrettanto etichettabili con facilità altri protagonisti di fumetti? Ad esempio Linus, assoldato dalle schiere della sinistra benpensante come archetipo, cui è stato addirittura dedicato un periodico da anni in edicola?
Il mondo della fumettistica si presta davvero a cotanta strumentalizzazione?
E' davvero l'arena "immaginifica" dove si scontrano "militi" dell'uno o dell'altro schieramento politico, che si identificano nei vari personaggi, che poi diventano, a seconda delle posizioni, camerati o compagni?

Questa sera vogliamo parlarne liberamente insieme, senza essere prigionieri di vecchi e nuovi luoghi comuni.
E vogliamo partire dalla nascita di Topolino: anno 1928, e per molti rappresentò l'America e il New Deal roosveltiano, quasi a prefigurare l'"uomo nuovo", la rivoluzione culturale.
Ma Topolino ha davvero contribuito a diffondere e rendere "simpatico" nel mondo l'"american way of life"? Le opinioni non sono concordi e comunque trasversali.

Si pensi ad Ezra Pound, che addirittura dedicò a Walt Disney un passo dei suoi Cantos: "Meglio Disney di tutta la metafisica", e al politologo e romanziere John Ralston Saul, che ne spiegò il senso profondo: "Disney ha promesso un paradiso infantile, solo che, a differenza di Marx, ha mantenuto la parola". Disney avrebbe, quindi, delineato una sorta di programma estetico, una prospettiva immaginaria della modernità.

È comunque un dato di fatto che il fascino dei personaggi disneyani ha sempre contagiato un po' tutti. Robert Brasillach, nel suo volume "Il nostro anteguerra", racconta, descrivendo gli anni trenta : "I più piacevoli divertimenti li offrivano i nuovi cartoni animati, la civetteria e la tenera poesia di Disney, le sue ingenue immagini dai bei colori, i suoi animali umanizzati, il suo disprezzo della logica e della razionalità".
Ma, allora, i personaggi dei fumetti esprimono solo un tuffo spensierato nella propria infanzia? Ha senso "catalogarli", quando tutto ciò appare soggettivo e quindi inconscio?
Non è che la "lettura" dei protagonisti dei fumetti verosimilmente riflette la simpatia che gli stessi suscitano in noi, fino, forse, ad identificarci in essi, andando a ritrovare suggestioni ancestrali riposte nel nostro animo?

Di chiavi di lettura, come Agorà, crediamo, con questa breve introduzione, di averne proposte parecchie. Gli approfondimenti toccano ora al prof. Barbera. A lui la parola.