CONFERENZA "FOIBE: VERITA' NON RIVELATE"


La serata precedente la "giornata della memoria" dei Martiri delle foibe e dell'esodo istriano-dalmata, l'associazione culturale Agorà ha voluto ricordare pubblicamente una delle pagine meno conosciute del secolo scorso con una conferenza organizzata insieme al quartiere n. 1 e che, pertanto ne è divenuta, nella città di Rimini, l'unica manifestazione ufficiale.

Pochi giorni prima Raiuno aveva trasmesso il film televisivo "Il cuore nel pozzo" di Alberto Negrin, che ha avuto il merito di far conoscere una delle pagine più drammatiche dell'epilogo del secondo conflitto mondiale e di sensibilizzare l'opinione pubblica.

L'argomento di grande attualità e fortemente dibattuto sui mass media e la qualità dei relatori hanno rappresentato un forte richiamo per la cittadinanza, che è accorsa foltissima, al di sopra delle più rosee aspettative, nella sala dell'Hotel Polo di Marina Centro (non tutti, purtroppo, sono riusciti ad entrare in sala sacrificandosi ad ascoltare i relatori nella hall dell'albergo).
Il battage di Agorà non era certo stato scarso: manifesti, inviti personali, spot televisivi ed interviste al nostro Presidente avevano creato un clima di attesa che si concretizzava nell'altissimo afflusso di presenze.

Gianluca Stefani, Presidente dell'associazione Agorà, nell'introdurre i lavori, ha ringraziato Claudio Dau, Presidente del quartiere n. 1, il quale, nel suo indirizzo di saluto, ha voluto ricordare il sacrificio e l'eroismo di tanti italiani, che hanno sempre tenuto alte le bandiere nazionali, e ha concluso il suo intervento dedicando un minuto di silenzio ai Caduti.

La conferenza ha iniziato così ad entrare nel vivo e, dopo la lettura dei saluti di Amleto Ballarin, Presidente della società di studi fiumani, che il nostro Vice-presidente Gianfranco Stacchini ha letto all'assemblea, e dopo aver ascoltato una galleria di opinioni di intellettuali (Arrigo Petacco, Gianni Oliva, Ernesto Galli Della Loggia, Giano Accame, Massimo Cacciari) e di personalità politiche (Piero Fassino, Luciano Violante, Maurizio Gasparri, Walter Veltroni, Fausto Bertinotti) da parte di Valentina Guglielmi e Carlo Dente, rispettivamente Tesoriere e Segretario dell'associazione Agorà, è stata Nicoletta Verzicco, Portavoce di Agorà, a toccare il culmine del pathos declamando una sua lirica ispirata dagli occhi limpidi dei bambini, protagonisti del film di Negrin, che vedono susseguirsi, coinvolgendoli di persona, passioni ed eroismi.

È stato, invece, il Presidente Gianluca Stefani a riportare gli intervenuti alla crudezza degli eventi con una relazione che ha messo in luce le dinamiche storiche, motivando i perché dell'interessata manipolazione delle foibe partendo da chi intendeva veicolarne, dagli stessi libri di storia per gli studenti, una versione del tutto fuorviante, fino a giungere a chiarire quale interesse politico avevano coloro che operavano contro la verità dei fatti giustificando uno dei genocidi più gravi ai danni del popolo italiano.
Sono poi stati i relatori della serata ad approfondire gli argomenti.

Il Presidente nazionale dell'ADES (una delle associazioni che raggruppa gli esuli e i discendenti istriano-dalmati), dott. Pietro Luigi Crasti, ha illustrato le cause che hanno spinto all'odio etnico contro gli italiani le autorità titine e la popolazione slava, ponendo in luce, anche con dettagli di facile comprensione, la strategia che sottendeva.
Il "bersaglio" erano persone civili, di normale vita, la cui colpa era solo quella di abitare in un territorio che, che nei piani della spartizione mondiale, doveva gravitare nell'orbita sovietica.
Ciò rende comprensibile perché mancava l'interesse, vigente il "muro di Berlino", a nascondere certe verità storiche.

L'on. Romano La Russa, presentatore di un emendamento al parlamento europeo per l'inclusione anche delle foibe tra i crimini contro l'umanità, ha illustrato la sostanza e la finalità dell'emendamento stesso mettendo in luce, con una pluralità di esemplificazioni, l'interesse della sinistra italiana ad occultare una delle pagine di storia nazionale che l'ha vista materialmente complice dei partigiani comunisti titini.
Nel corso del suo intervento ha ripercorso le tappe che hanno segnato il calvario dei nostri connazionali, cui addirittura vennero riservati insulti, in alcune città, quando rientrarono nell'Italia "liberata", e ha rimarcato i momenti essenziali che hanno portato all'istituzione della "giornata della memoria" non come rivendicazione di una parte politica, ma come motivo di riconoscenza di tutto il popolo italiano.

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