Conferenza:

Indiani d'America
un grande futuro dietro le spalle

 

INTRODUZIONE DEL PRESIDENTE GIANLUCA STEFANI

Buonasera e benvenuti a tutti,

Agorà ha voluto dedicare questa conferenza, la prima di un breve ciclo estivo, ad un tema che in passato è stato storicamente stravolto in modo partigiano e cinico, quello dei nativi americani.

Un tema distorto da quella parte che, con violenza ed in modo immorale, fece di tutto per giustificare il sangue di donne e bambini indiani versato sull'altare della colonizzazione americana e che rimane tuttora di grande attualità grazie a scrittori, come l'amico Enzo Braschi, che con i loro volumi descrivono quella che è stata la storia di queste popolazioni e, soprattutto, quelle che oggi sono le loro condizioni di vita.

Enzo Braschi, fin dai suoi studi universitari e quindi prima della laurea in filosofia, ha dedicato i suoi interessi e i suoi approfondimenti agli indiani d'America e ne è divenuto uno dei conoscitori più profondi. Chi conosce Enzo Braschi solo per le sue performances comiche o televisive questa sera avrà di che stupirsi…

La storia degli indiani d'America è sempre appassionante. Quando nel 1787 nascono gli Stati Uniti è l'inizio della fine per tutte queste tribù, i cui abitanti erano stati definiti "indiani" dal nostro Cristoforo Colombo quando sbarcò nel 1492 sulle loro spiagge, mentre contava di raggiungere le Indie…. Prova ne è la battaglia di Fallen Timbers, voluta dal primo Presidente Washington, che costò agli indiani una forte sconfitta per mano dell'esercito americano.

Ma la sete di colonizzazione dell'uomo bianco americano continua ad alimentarsi, nonostante le già numerose terre sottratte: nel 1830 il Congresso Americano approva l"Indian Removal Act", atto che obbliga le tribù del sud-est a lasciare le loro terre e a trasferirsi ad ovest del Grande Fiume Mississippi.

Nel 1876 i Sioux di Toro Seduto e Cavallo Pazzo si uniscono ai Cheyenne di Due Lune e tengono una grande cerimonia chiamata "Danza del Sole". Questa è un sacrificio, anzi, un auto-sacrificio: con il digiuno assoluto di quattro giorni e infliggendosi atroci dolori alle carni, il danzatore offre il proprio corpo, ogni goccia del proprio sangue, alla tribù e al Grande Spirito. Un rito, quindi, molto articolato e cruento, sia di iniziazione che propiziatorio, praticato nei mesi estivi, soprattutto a giugno e luglio.

Gli Indiani d'America hanno, in verità, anche inflitto pesanti sconfitte all'esercito americano, dimostrando la loro abilità guerriera. Ordinato al generale Custer d'andare in avanscoperta, questi, senza aspettare i rinforzi, decide di attaccare subito, convinto di prendere gli Indiani di sorpresa, e lancia il suo settimo reggimento di cavalleria contro l'accampamento. Quando si accorge che è completamente vuoto per lui non c'è speranza, poiché i guerrieri indiani escono dalle colline determinando la vittoria più importante nella storia dei Nativi.

Nel 1878, dopo la battaglia di Little Big Horn, i Cheyenne e gli Arapaho accettano di andare a vivere nelle riserve, con la promessa del governo americano di poter fare ritorno alle loro terre qualora la riserva non fosse di loro gradimento. La riserva si rivela presto arida e senza selvaggina da cacciare, e i Nativi, guidati da Coltello Spuntato e Piccolo Lupo, iniziano una fuga per tornare nelle loro terre, che porterà ad ottenere sì una riserva nelle loro terre, ma dopo anni di scontri e numerose perdite di uomini. Fra il 1891 e il 1898 tutti i Nativi vengono relegati per sempre nelle riserve

Il tema, come avete intuito da questa breve introduzione, è di grande fascino, non solo per la storia militare, ma anche per le straordinarie capacità misteriche ed esoteriche che sono state nel tempo manifestate. Ma non vogliamo soddisfare subito la legittima curiosità di chi ha la bontà di ascoltarci….

Questa sera vogliamo non solo ripercorrere le condizioni di vita di un popolo vessato, che ha, come abbiamo titolato, e ne siamo convinti, un grande futuro dietro le spalle, ma riflettere anche sul fatto che la dominazione militare non distrugge la vita, la storia, la leggenda, i riti, i miti, l'anima di un popolo. Non fiacca il suo spirito. Non distrugge la sua religio. Non lede la sua identità.

Gli Indiani d'America hanno resistito ai tentativi di dominazione mostrando al mondo la loro indomita volontà a non sottomettersi al potere delle armi e hanno fatto conoscere a tutti la bellezza e la grandezza delle loro tradizioni.