Incontro dibattito sul tema:

Una forchettata di salute
Alimentazione naturale e OGM

 

 

INTRODUZIONE DEL PRESIDENTE GIANLUCA STEFANI

L'argomento che proponiamo per questa serata solo apparentemente si discosta da quella che abbiamo indicato come la nostra "mission": la valorizzazione della cultura e della civiltà nazionale ed europea.

Il tema dell'alimentazione non è, infatti, avulso dalle tradizioni e dagli stili di vita del nostro popolo, frutto di migliaia di anni di storia alle spalle, che ci hanno insegnato anche ad essere esigenti sulla qualità della vita e dell'alimentazione, sensibilità non solo italiana, ma di tutto il continente europeo.

Se oggi la nostra attenzione a mangiare sano e naturale, soprattutto a conoscere ciò che si mangia, è massima, non analogamente accade nei Paesi dove impera la "cultura" del fast-food, dove l'alimentazione è estemporanea e non finalizzata alla salute dell'uomo, ma ai bilanci delle multinazionali del cibo.

Il cittadino europeo mostra un'attenzione sempre maggiore alla qualità dell'alimentazione, dove la riscoperta del piatto tradizionale, tramandato dalla cultura popolare e dalla genialità anche culinaria dei nostri avi, è per noi motivo di vanto nel mondo.

A fronte di una volontà di omologazione, non solo culturale, ma anche di omologazione alimentare, si vanno riproponendo e rilanciando, come espressione "plastica" della nostra tradizione, i piatti caratteristici della cultura mediterranea, fatta di colore e di fantasia, di laboriosità e di gusto, piatti certamente non "contaminati" dalla globalizzazione alimentare.

L'irruzione degli organismi geneticamente modificati nel settore dell'alimentazione ha trovato una parte di opinione pubblica rassegnata, ma anche una parte di opinione pubblica sensibile e solerte a ciò che ci alimenta, che pretende di sapere la composizione di ciò che si acquista, nel rispetto della "libertà alimentare" di tutti e di ciascuno.

I tre quarti dei consumatori dichiarano oggi di non volere acquistare prodotti transgenici, non fosse altro perché non sono note le conseguenze sull'organismo umano.

Del resto, non si comprende il perché i consumatori dovrebbero essere favorevoli a prodotti geneticamente modificati, a fronte di, al momento teorici, rischi per la propria salute e a fronte di nessun beneficio economico (i prodotti OGM non generano sostanziali riduzioni di prezzo).

Perché il consumatore dovrebbe sostituire un alimento tradizionale, che da sempre fa parte della sua alimentazione e che ha dato dimostrazione nel tempo di essere sicuro, con un alimento che presenta, anche solo potenzialmente, dei rischi per la sua salute, per quella delle generazioni future e per l'ambiente?

I sostenitori degli OGM affermano che i rischi vanno affrontati, in quanto non esiste nuova tecnologia esente da rischi: il problema consiste, però, nel lasciare incontrollatamente nelle mani del mercato le sorti della salute di tutti e non governare un processo per difendere la sicurezza e la qualità alimentare anche di chi abiterà domani le nostre terre.

Con ciò noi non si intende demonizzare a priori un fenomeno, che tra l'altro potrebbe ridurre gli atavici problemi di denutrizione e fame nel terzo e quarto mondo, ma si pretende di approfondire le conseguenze degli OGM sul piano nutrizionale e salutistico, per effettuare tutti una scelta consapevole.

In questa fase di massima incertezza, per assicurarsi della genuinità degli alimenti, si allargano a macchia d'olio le filiere del mangiare naturale e delle coltivazioni biologiche.

Questa sera vogliamo discuterne insieme, liberamente, senza paraocchi e prevenzioni.